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Il Centro Donna Lucca ai tempi del confinamento da Covid 19
Scritto da Centrodonna   
Venerdì 12 Giugno 2020 11:51

In questi mesi di pandemia da Covid 19, il Centro Donna Lucca ha scrupolosamente rispettato la direttiva #iorestoacasa, ma le relazioni all’interno del nostro gruppo sono state quotidiane grazie all’uso del telefono e delle tecnologie informatiche. Ci siamo scambiate informazioni, consigli di lettura, video divertenti, produzioni creative e tanto altro;
ci siamo sostenute a vicenda nei momenti di ansia o di tristezza, rinsaldando ancor di più le nostre relazioni. Abbiamo dovuto cancellare eventi già fissati e rimandare progetti programmati.

Ci sono mancate molto le nostre riunioni periodiche, le riflessioni nel gruppo di lettura e gli incontri per attività comuni con le altre donne del territorio.


Siamo però riuscite a star dietro ai problemi che via via si sono posti nell’evoluzione delle misure di confinamento, costruendo momenti di dibattito e azione a distanza sulle varie emergenze femminili.
Abbiamo diffuso documenti, appelli, lettere, promosso raccolte di firme al nostro interno e con altri gruppi e associazioni femminili.



Brevemente documentiamo le nostre azioni positive:


• A metà Marzo è stata sottoscritta e diffusa una lettera che ha circolato a livello nazionale, al Presidente del Consiglio Giuseppe Conte per adottare ogni misura necessaria per aiutare le donne vittime di violenza domestica durante il lockdown. (Lettera)

Nella prima metà Aprile: “Adesione all’Appello delle donne ai Governanti d’Europa” dell’associazione nazionale “Se non ora quando-Libere”
(Lettera)

Nella seconda metà Aprile: Adesione all’ Appello sulla scuola del gruppo “Staffetta Democratica” (Lettera)
e riflessioni del Comitato Direttivo allargato del Centro Donna Lucca (Lettera)

A Maggio: Riflessioni del Comitato Direttivo allargato del Centro Donna Lucca sulla Fase 2 “ILARIA, FABIOLA e le altre: la sfida delle donne per la ripartenza
(Lettera
)


Partecipazione delle socie all’iniziativa “Questi Giorni.” organizzata dalla biblioteca comunale Agorà e da “Casa della Memoria e della Pace” sulla produzione e socializzazione di materiali creativi documentanti il periodo di confinamento:

Lucca Piazza S. Pietro
Gabriella De Luca

La Primavera e il Corona Virus

La Primavera è arrivata,
ma non l’abbiamo festeggiata.
Non potevamo andar fuori
A cogliere i fiori
A fare lunghe passeggiate
In quelle belle giornate,
a guardare le margherite
che sono tutte fiorite
sui bordi dei campi, nei prati
di erba verdissima colorati.
L’erba ci pare più verde
E il nostro occhio si perde
A guardarla da lontano
Se stiamo all’ultimo piano,
a guardarla da vicino
se intorno a noi c’è un giardino.
“Perché non vi sdraiate sui prati?”
“Perché siamo stati attaccati
Da un virus misterioso
Che ci ha tolto il riposo,
la pace, la vita normale,
che ci ha costretti all’isolamento
e ci ha portato il tormento.
Un virus letale che nessuno conosce a fondo
E ha colpito tutto il mondo.
E tanta gente muore
E in tutti c’è un grande dolore.
La Primavera ignara avanza
E noi chiusi in una stanza
A vedere gli uccelli volare,
a sentirli garrire, trillare,
poi davanti alla T. V.
“Oggi ne sono morti di più”.
La Primavera ci tenta con gli alberi in fiore
“Su’, via! E’ il tempo dell’amore.
Intrecciate ghirlande nei capelli,
non perdete i momenti più belli!”
I nostri capelli sono cespugli arruffati,
come fili allungati, imbiancati.
I parrucchieri hanno chiuso
E noi non sappiamo far uso
Di forbici, tinte, colori....
Questo virus non ci rende migliori,
non ci rende più buoni e più belli,
anzi peggiora i nostri capelli,
i nostri normali difetti (escluso i perfetti)
aumenta le pance, affloscia i petti.
E dopo i canti dell’inizio
Ognuno riprende il suo vizio
Oppure la sua virtù,
parola che non usava più,
ma che ora sembra vincente
nei messaggi di tutta la gente!
La Primavera sorride sorniona
“L’umanità sarà davvero più buona?....”

2- 4- 2020

 Lucca, San Concordio
Anna Angeli

Haiku - Speranza

Piantai i germogli
dell’albero divento
che non si arrese.

Lucca
Patrizia Fioravanti

E fummo privati
E fummo privati del risveglio della rosa e del tiglio
E del platano e del lillà
E ci rattristammo
E come del dolore ci rendiamo conto solo di averlo
E mai di non averlo
Così una gita in collina per cogliere anemoni e orchidee selvatiche
Ci mancò, ci rattristò. E tutto ci cadde addosso proprio a primavera.

 

angolo verde di casa mia maria angeli












 

 

 

 

 

 

 

 

 

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